il primo giorno di Giro

Cosa si prova il primo giorno di giro? Anche se è una domanda un tantino banale me lo sono sempre chiesta e tutte le volte ho sempre faticato a darmi una risposta. Ho provato ad immaginarlo, ma purtroppo per me mai sono riuscita a viverlo, o perché in terre troppo lontane o a causa di impegni scolastici di ogni tipo. È una pecca lo ammetto, ma prima o poi vedrò di rimediare.

Inizio sempre con tappe intermedie, una volta erano quelle più vicine a casa, poi poco alla volta ci siamo spinti sempre più lontano. Abbiamo scelto di iniziare con Bagno Di Romagna, non chiedetemi perché abbia scelto questa tappa, non saprei cosa rispondervi, anzi no, potrei giustificare il tutto dicendo che una data prima era improbabile causa impegni universitari. Il giorno in cui si arriva al giro è sempre speciale, ma nel mio caso genera sempre ansia. In parte è l’emozione di poter prendere parte ancora una volta alla machina della corsa, dall’altra c’è quella sensazione di entrare in una storia già iniziata. Si pretende un terribile inizio in medias res incominciando un nuovo racconto. C’è una sensazione di novità perché si sa, da un anno all’altro cambia qualcosa, ma anche quell’impressione di trovarsi immediatamente a casa. Poco per volta subito dopo l’arrivo si incontrano i colleghi di sempre, lo so fa un po’ strano dirlo, ma io ho questa piccola presunzione di chiamarli  così.

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Una delle cose più belle è l’entrata in sala stampa, è un continuo brulicare di “ciao” e “come stai”, tutti a lor modo ti danno il benvenuto mettendoti subito al corrente di quello che è cambiato e ciò che rimane uguale. Da menzionare è la prima carovana o come la chiamiamo io e mio papà “la prima arraffata di gadget”, perché si sa, cosa è un giro senza sponsor e cose gratis? Il primo giorno è un’entrata a Kamikaze negli stand, si prende tutto ciò che si può e lo si ripone nello zaino che per l’occasione diventa gonfio e terribilmente pesante. Poi il primo arrivo, la parte più magica della giornata perché quello è nuovo per tutti è esso a rendere ogni giorno diverso dall’altro per il fatto di essere speciale e irrimediabilmente imprevedibile.

Il primo giorno del giro si vive tutto d’un fiato senza accorgersi della fatica e vivendo ogni emozione come se fosse candida e pura. Ha un qualcosa di magico, anzi a dire la verità è più magico degli altri perché tutte le ventuno tappe sono forgiate da una specie di magia. Si tratta di un ritorno di un nuovo inizio o semplicemente è quella magica sensazione di sentirsi a casa e di fare ciò che si ama.

Giorgia Monguzzi

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