Prima classe sul treno dei sogni

Al giro ci sono tappe strane, quelle che non sono ne piatte nè di montagna, dove pronosticare un favorito richiede secoli di studi e una buona dose di fortuna. L’undicesima tappa del giro, quella che ne segna in pratica la metà è una di queste, dalla lunghezza media, poco più di 160 chilometri e da un impreciso numero di salitelle che fa girare la testa solo il pensiero di doverle contare. C’è chi pensa a come sopravvivere, a come attaccare la maglia rosa o a come salvarla, c’è chi la prende come una tappa così intermedia e chi medita il grande assalto.

Nel gruppo viaggiano pensieri infiniti, sembrano i passeggeri di un treno che viaggia a grande velocità su binari che portano al mondo dei sogni. Un piccolo scompartimento è occupato da Omar Fraile , uno spagnolo che corre per una squadra dell’altra parte del mondo; il suo posto lo ha prenotato tanto tempo fa per essere sicuro di viaggiare in prima classe. La scelta non è venuta a caso, è stato affascinato da questa tappa, dalla sua partenza nella famosa Firenze al suo arrivo nella poca conosciuta bagno di romagna; vi ha messo un cerchio sopra ed ha prenotato il suo viaggio di solo andata. In prima classe c’è un altro scompartimento, preso all’ultimo da un atleta olandese vestito di rosa. È il primo giorno per Tom Domoulin con questa maglia dopo averla conquistata nella formidabile cronometro nelle terre del Sagrantino.

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Non sono però gli unici passeggeri del treno, ve ne sono altri, anzi troppi per i loro gusti, che mirano ad occupare il tanto bramato posto in prima classe. Alle calcagna di Fraile c’è inizialmente solo Mikel Landa un compagno di viaggio che parla la sua lingua, ne giungono però altri rendendo quel minuscolo scompartimento molto affollato. Quello della maglia rosa si attarda raggiungendo i 6 minuti e per diversi chilometri rischia di avere un nuovo proprietario, il costaricense Amador. Accanto a Domoulin tanti passeggeri, molti, troppi che con i loro alleati mettono pressione sull’olandese.

Seppure su due estremità opposte del treno dei sogni Omar e Tom si ritrovano ad essere incredibilmente vicini, accomunati dallo stesso destino di resistere agli attacchi degli avversari. Li scrutano con attenzione, ma non paiono temerli, li osservano cercando di sfruttare la loro presenza a proprio vantaggio. Davanti alla corsa forti venti scuotono la vettura, scatti e contro scatti si alternano tra chi si contende la vittoria, nel gruppo maglia rosa invece l’olandese si circonda di alleati, primo tra tutti lo scudiero Ten Dam e annulla poco alla volta gli attacchi di Nibali e Pinot.

Ultimo chilometro, 1000 metri che dopo una tappa del genere sembrano infiniti, manca poco alla stazione che però non si vede. Curve, un lungo rettilineo ed un’ultima curva posta quando mancano circa 100 metri che non da la possibilità di vedere il traguardo che si configura come qualcosa al limite dell’utopia. Accelera la sua corsa sfregando sulle rotaie, Fraile e Kangert vengono raggiunti da Rui costa prima e da tutti gli altri dopo , ecco all’improvviso riaffollarsi lo scompartimento. I passeggeri sbracciano, si fanno largo con tutte le loro forze, ma nel bel mezzo dello sprint è proprio lo spagnolo a trionfare. il gruppo maglia rosa arriva oltre un minuto e mezzo dopo, tutti insieme come nulla fosse successo, come se tutta questa tappa fosse stata inutile.

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Fraile sorride dopo il traguardo, quasi tenta di impennare, mentre la sua gioia pare incontenibile, chiama la fidanzata i genitori e dopo essersi buttato a terra urla al cielo, manca poco che scoppi in lacrime. Poco dopo stessa scena, Tom arriva felice ringraziando Ten Dam per il perfetto lavoro con un pollicione in su che ha l’aria di voler dire “ce l’abbiamo fatta”. La sua gioia è però più controllata, sa che la sua battaglia è appena iniziata e queste tre tappe sono solo un momentaneo sollievo prima dell’inferno. I due passeggeri speciali finalmente si incontrano, sotto il podio prima di salire per la premiazione, si fanno i complimenti a vicenda, sono riconoscibili dal loro sorriso. Uno ha vinto una tappa, uno ha conservato la maglia rosa, entrambi sono stati passeggeri privilegiati di quel lungo treno, diventando un po’ simili e meno distanti, per questa volta hanno conquistato il loro posto in prima classe.

Giorgia Monguzzi

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