LA REGINA

Come vi immaginate una regina? Tante volte mi viene da chiederlo. Subito tutti penserete ad un ad una donna bellissima, con vestiti scintillanti, un grande castello in cima alla montagna….. ma presto vi renderete conto di sbagliare.

Esiste una strana regina, non una donna come siamo soliti pensare, una figura astratta che ha il suo regno nelle terre nascoste nel nord della Francia e che è nata oltre un secolo fa, forse dalla mente strana e malata di un sognatore. È strano pensare che una corsa ciclistica possa essere definita regina, ma se ci pensiamo bene la Parigi Roubaix, perché è di questo che si tratta, ne ha tutti i tratti caratteristici. Domina quelle terre controllandole durante il suo sonno, si sveglia solo una volta l’anno per accogliere gli sfidanti che fanno a gara per entrare nel suo castello incantato. Come per magia ecco comparire il suo lungo mantello composto non di semplice stoffa ma costituito da pietre incastonate l’una accanto all’altra. Getta il suo manto sui cavalieri che si arrampicano con tutte le forze che hanno per raggiungere il suo cuore, solo a pochi, ai prescelti, ai veri campioni, è concesso conquistare la Parigi Roubaix.

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I suoi settori si alternano uno dopo l’altro nell’ordine consueto, cosparsi di pietre più o meno spesse e di polvere all’interno della quale rischiano di perdersi gli animi dei sognatori. Già scintilla la foresta di Arenberg, quasi un regno a parte rispetto a tutto il resto, fatta di cristalli incantanti e di due file infinite di alberi, la vera porta dell’inferno o della gloria eterna, sul suo lungo rettilineo molti campioni hanno costruito il loro trionfo, molti altri invece sono stati piegati dalla forza della regina. Poi carrefour de l’arbre  quello che secondo molti è il tratto più difficile a causa delle sue pietre buttate lì un po’ a caso  per frenare il cammino o semplicemente perché è molto vicino all’arrivo. Infine lui, l’ultimo settore, non il più bello in fatto di difficoltà ma il più magico, quello poco prima di entrare nel velodromo e gustarsi la gloria.

Molti cavalieri, armati alla bella e meglio sono già pronti a partire alla conquista della regina, lotteranno con tutte le loro forze tra insidie di ogni tipo per contendersi il suo cuore. Solitamente la cugina della Roubaix, il Fiandre della domenica precedente lascia segnali molto importanti, ma questa volte il suo vincitore Philippe Gilbert non prenderà parte alla battaglia per prepararsi alla guerra sulle Ardenne. I favoriti sono più o meno i medesimi: Peter Sagan il cavaliere dalla maglia del colore dell’arcobaleno e Greg Van Avermaet l’uomo dei  muri. Accanto a loro una lunga fila di nomi che passa per chi là già vinta come John Degenkolb, ma anche Zdenek Stybar, Matteo Trentin, Niki Terpstra, Alexandre Kristoff e molti altri.

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Sarà una Roubaix stupenda come sempre, ma sarà più amara delle altre volte. Mancherà nella battaglia Fabian Cancellara che dopo averla vinta tre volte ha deciso di abbandonare la sua armatura; erano stupendi i tempi in cui si contendeva il cuore della regina con un certo corridore belga. Proprio Tom Boonen è anche quest’anno uno dei favoriti, badate bene non l’ho lasciato ultimo per dimenticanza ma perché lui merita un discorso separato. Sarà la sua ultima corsa, lo ha dichiarato all’inizio stagione senza mezzi  termini, terminare la carriera con una delle corse che ha amato di più è sempre stato il suo sogno. È difficile pensare alla regina senza il suo re, forse per me che sono cresciuta ammirando le sue vittorie mi sembra qualcosa di troppo utopistico per rendermi conto che sia reale.

E sarà così domani l’ultimo giorno in cui “tommeke” indosserà la sua armatura, intraprenderà la sua ultima battaglia prima di dare addio a questo mondo di sognatori. Combatterà come tutti con ogni forza a sua disposizione, ben consapevole che sarà la sua ultima occasione. Piegherà il capo al cospetto della regina prima di partire all’attacco e tentare per la quinta volta di conquistare il suo cuore.  

Giorgia Monguzzi

(photo by: sportaut.it)

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