L’INFERNO E’ INIZIATO!

Fin da bambina attendevo con trepidazione uno specifico momento dell’anno, tutti i miei amici cintavano i giorni che li separavano dal Natale mentre io molto più spesso contavo le gare che vi erano prima di quelle del mese di aprile. Non era il mese in sé ad interessarmi, se il tutto fosse caduto a giugno o a maggio non per me non avrebbe fatto la minima differenza, ciò che mi attirava era un gruppo di corse leggendarie. Le avevo conosciute un po’ per caso, avevo sei anni o forse nemmeno cinque quando mio padre mi raccontò di un certo signore di nome Fiorenzo Magni che in sella alla sua bicicletta aveva raccimolato trionfi in una regione lontana chiamata Fiandre, fin da subito ne ero rimasta affascinata e avevo iniziato ad amare l’inferno. Inizialmente non coglievo il significato di questa parola, inferno era per me solo il luogo di cose brutte, non riuscivo a capire in che modo potesse essere collegato con queste corse, solo con gli anni iniziai a capire che non ci fosse sinonimo più adatto.

Cycling : 95th Tour of Flanders 2011

Succede tutto all’improvviso, nonostante lo si aspetti da un anno intero, il regno del nord si risveglia, una specie di primavera che però con le canoniche quattro stagioni non ha proprio niente a che fare. Luoghi addormentati riprendono vita, si ripopolano di quella magia che per diversi mesi hanno tenuto nascosta e si preparano a liberarla. Il pavè incolore e inoffensivo diventa avido di sfidanti, le foreste aprono i loro alberi e le cote si inerpicano sbarrando la strada a chiunque li voglia sfidare. Se dovessi ripescare tra i miei primi ricordi dell’inferno del nord dovrei arrivare fino al giro delle fiandre del 2005, a dire la verità non mi ricordo molto se non dei corridori che lottavano senza sosta per arrampicarsi sui muri, ciò che invece ho fisso nella mente è la Roubaix della settimana successiva con il trionfo di Boonen, ma soprattutto la visione di una strana foresta piazzata un po’ lì a caso sul percorso ma della quale senza capirne un motivo rimasi subito affascinata. Del quel momento  sono state davvero poche le volte che mi sono persa la campagna del nord, con gli anni ho imparato a cogliere il fascino di quello strano inferno forse anche grazie a quei mitici duelli tra Tom Boonen e Fabian Cancellara.

Ogni campagna del nord è speciale, ma questa  lo sarà un po’ più delle altre, forse perchè mi farà strano non veder lottare il gladiatore ritiratosi dopo le olimpiadi ad agosto, ma soprattutto mi salirà la malinconia pensando  che sarà l’ultima occasione anche di vedere Boonen all’azione prima che lasci definitivamente il ciclismo. Il belga dovrà vedersela con atleti accaniti quanto lui. Le precedenti competizioni hanno dato indicazioni molto chiare: Van Avermaet è il netto favorito con già in tasca le vittorie della Gent Wevelgem e di Harelbeke ha dato il forte segnale che molto probabilmente quest’anno riuscirà a realizzare il suo sogno, Gilbert del quale non è ancora chiara la funzione di gregario/avversario di Boonen sembra rinato e con la brillante vittoria alla tre giorni di la panne ritorna al fiandre 5 anni dopo la sua ultima partecipazione. In casa trek Degenkolb tenterà di bissare il suo successo alla roubaix di due anni fa provando a rimediare all’assenza dell’anno passato, poi c’è Peter Sagan, il vincitore dell’edizione passata che visto il suo perenne stato di ottima forma non vorrà certamente perdere l’occasione di bissare il suo successo. Il bello di queste corse è che non c’è un vero favorito, ce ne è un gruppo, ma ad essi bisogna aggiungere una lunga lista di mine vaganti che da un momento all’altro potrebbero dare la loro zampata alla corsa come Kristoff, già vincitore nel 2015, Vanmarke, Hayman..

Quest’anno c’è una variazione sul percorso delle Fiandre, ritorna finalmente il muro di Grammont accompagnato dalla triplice scalata dl Kwaremeont e la duplice al Paterberg, asperità semplici solo in apparenza che faranno di tutto per franare i loro avversari. La Roubaix con le sue pietre, i suoi settori e la foresta di Arenberg arriverà solo una settimana dopo, come se volesse approfittare della sua gemella per osservare da lontano i sognatori e per essere contro di loro ancora più tremenda.

Paris - Roubaix 2014

Ho sempre pensato che la campagna del nord iniziasse con il giro delle Fiandre, per la verità l’ho sempre voluto credere ignorando tutte le corse che ci sono prima, fondamentali però per le grandi regine ed anch’esse di una certa importanza. Il nome campagna mi  è sempre piaciuto, mi ricorda le spedizioni militari in un luogo nemico, perché forse sì le terre  del nord sono un po’ questo nemiche di tutti ed accessibili solo a pochi, con i loro muri, i loro tratti di pavè, i loro misteri… ormai ci siamo, basta parlare, domani conosceremo il nome del primo dominatore, preparatevi a combattere,  l’inferno è ufficialmente iniziato!

Giorgia Monguzzi

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