La linea invisibile

Milano e Sanremo, due luoghi ognuno famoso a suo modo, vuoi per il business e la moda o per il più importante festival della canzone italiana. Due città lontane non solo per chilometraggio ma per abitudini, paesaggio e stili di vita. La frenesia, la “Madunina”, lo smog e la nebbia si oppongono al mare, al sole e alla brezza marina. Pare impossibile riuscire a conciliare questi due mondi distanti anni luce tra loro, ma esiste invece un linea sottile, magica per certi versi che un giorno un folle decise di tracciare tra le due città, fece percorrere il tutto da eroi in bicicletta e nacque così la Milano Sanremo.

Da ormai più di 100 anni la Milano Sanremo è la classica dei sogni, quella che si corre su un tracciato interminabile ed elimina poco alla volta tutti i suoi sfidanti. L’inferno del nord inizia soltanto una settimana dopo, ma la classica di primavera cerca di velare ogni altro obbiettivo grazie al suo fare maestoso. È un rito di passaggio, un transito propedeutico, un assaggio di inferno; non ci sono muri e pavè ma un percorso dalle mille insidie che pare non terminare mai. Si attraversano paesi e storie, si costeggiano paesaggi di ogni tipo avendo nel cuore un solo obbiettivo: raggiungere la meta. È una di quelle corse in cui conta vincere, ma anche arrivare, terminare la Milano Sanremo è considerata una vittoria, la consacrazione di un corridore vero.

Nonostante gli anni il percorso si mantiene più o meno il medesimo con il chilometraggio che sfiora i 300km, una corsa di logoramento che consuma le menti dei suoi sfidandoli indebolendoli poco alla volta. L’inizio è costituito da un lunghissimo tratto in pianura che porta lentamente dalla Lombardia alla Ligura, poi improvvisamente il Turchino, quella che si può considerare l’unica vera montagna dell’altimetria, troppo difficile per fare selezione, ma scalando le sue pendici già si può trarre la conclusione su chi non ha la gamba per giungere primo al traguardo. Un’altra spianata aspetta i corridori prima di iniziare il saliscendi infernale in cui si affrontano i tre capi e la Cipressa. Infine c’è lui, il Poggio, la salita simbolo della Milano Sanremo, teatro di scatti e di duelli, non è una grande asperità ma dopo oltre 270 km nelle gambe può dare il colpo di grazia finale prima di planare verso via Roma e raggiungere il tanto sperato traguardo.

copia arrivo

È una corsa strana, non tanto per il chilometraggio ma quanto per il lotto dei favoriti. Ogni anno sono proposti almeno una quindicina di papabili vincitori, ma sono rare le volte in cui il pronostico viene azzeccato, nella maggior parte dei casi vince chi non ti aspetti, forse è proprio questo il bello della corsa. Sul rettilineo di arrivo paiono azzerarsi tutte le gerarchie di campione e gregario, non interessa più quanto e cosa hai vinto, l’unica cosa che pare contare è quanta energia è rimasta. Quest’anno Gaviria pare essere il corridore più gettonato visto i buoni segnali lanciati alla Tirreno Adriatico, ma una caduta pare minare la sua condizione, allo stesso livello viene messo John Degenkolb già vincitore nel 2015 e che dopo un anno di assenza causa un bruto incidente rimediato all’inizio della stagione scorsa sembra essere in ottima forma. Poi c’è lui, la mina vagante del gruppo, Peter Sagan, colui che ha dimostrato di riuscire a vincere su ogni terreno, ma sulle sue spalle pesa la maledizione della maglia iridata che ormai da troppi anni non permette al suo proprietario di giungere vittorioso a Sanremo. Accanto a questi tre atleti ve ne sono una miriade, c’è chi ha già vinto come Demare, Cavendish, Kristoff e Pozzato senza contare gente come Gilbert, Boonen, Colbrelli, Bouhanni, Alaphilipphe, Trentin e molti altri.

Manca ormai poco alla corsa, domani finalmente si daranno battaglia lungo quel tracciato interminabile, ricco di ricordi, di emozioni, ma soprattutto intriso di leggenda. Sanremo è lontana, pare raggiungere una posizione più elevata per vedere meglio cosa succederà nel tragitto che porterà gli atleti tra le sue braccia. Intanto attende silenziosa scrutatrice, ammira da lontano Milano, così diversa da lei, così distante, ma che ancora una volta sarà la sua compare unite per un giorno da quella magica linea invisibile per costituire  i capi di un sogno chiamato Milano Sanremo.

Giorgia Monguzzi

 

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