LACRIME

Lacrime ,sempre più lacrime scendono sul volto di Tony Martin, si è da poco conclusa la terza tappa del tour de France e il muro di Huy non ha ancora smesso di azzannare i superstiti alla caduta di giornata. Piange il tedesco disteso dopo il traguardo, “per un secondo non sei in giallo” gli hanno appena detto mentre su lui hanno la meglio la tristezza e la delusione.

Attende il pavè il giorno successivo pronto ad azzannare gli atleti in gara vittime di una maxi caduta, attende silenzioso, medita di far scendere alle sue vittime lacrime ricolme di fatica. È fin subito dura la corsa controllata da Astana, Tinkoff, sky e da tutte le squadre che sono desiderose portare a casa la tappa, cercano di lasciare indietro sempre più atleti, il gruppo si spezza e si ricompatta, molti perdono terreno, ma le vittime più illustri nei riguardi della generale sono solo Pinot e Rolland. Si scrutano gli atleti e fanno la conta dei presenti, Froome con la sua gialla conquistata il giorno precedente sembra sereno, sarà sua anche l’indomani. Solo un uomo può portargliela via, Tony Martin, staccato da lui soltanto un secondo, ma che ora combatte con tutte le forze per ritornare tra i migliori colpito da incidenti meccanici e dalla durezza del terreno.  Accelera Vincenzo Nibali sulle pietre portando sempre con sé Van Garderen e Degenkolb, sperano di fare il vuoto, ma questa volta è diverso. Sembra per una volta essere clemente il pavè che non colpisce duramente le sue vittime, ma gode soltanto a farle soffrire, il gruppo è folto quando fa la sua uscita di scena a 10 km dall’arrivo, quasi come se non fosse esistito. Ormai sembra chiaro, si arriverà in volata, già da diverso tempo Cavendish, Sagan, Bouhanni e Degenkolb si scrutano di nascosto cercando di trovare il punto debole del proprio avversario. Alza il ritmo Chris Froome in testa al gruppo osservando le mosse di Tony Martin che ha il compito di tirare la volata al compagno. Solo un secondo, un singolo secondo separa il tedesco dal giallo, ma lui non è certo un uomo abituato ad arrendersi, deve tentare anche se sarà un suicidio. Scatta l’impavido Tony quando sono 3,5 km che lo separano dal traguardo, “ora venite a prendermi” sembra dire lanciando il guanto di sfida. Dietro si guardano, ancora una volta, osservano il tedesco che prende il largo chiedendosi cosa sia meglio fare, poi finalmente la Giant si mette a tirare. È solitario Martin a lottare contro il destino, è lontano il pavè che incuteva tanta paura, davanti a lui solo pianura prima dell’arrivo, pedala senza sosta nel terreno a lui più congeniale. Entra nell’ultimo chilometro accompagnato solo dalla sua ombra, sua fedele compagna, da dietro spingono con gli animi incendiati dalla passione, quasi iniziano già la volata. 500m, la strada sale leggermente, nel gruppo Degenkolb e Sagan già si stanno dando battaglia, ma Tony ce la può fare. Si gira all’ultima curva, poi lo fa ancora per l’ultima volta, quasi non creda a ciò che ha appena visto, gli altri sono lontani, ce l’ha fatta. Urla sulla linea del traguardo Tony Martin liberando tutta quella rabbia accumulata nel suo cuore, i primi tra gli altri arriveranno staccati di 3 secondi. Piange mentre viene abbracciato dai suoi compagni, scuote la testa per rendersi conto che quella sia la realtà, “hai la gialla, hai la gialla” gli dicono mentre urla nuovamente al cielo. Ride e piange sul podio mentre riceve la ricompensa per quell’azione suicida, la chiamano Maillot Jaune, ma per lui pare essere ornata di oro e diamanti.

Lacrime , sempre più lacrime scendono sul volto di Tony Martin, si è da poco conclusa la quarta tappa del Tour de France, guarda da lontano il pavè insoddisfatto delle sue poche vittime. Piange il tedesco dopo il traguardo così come aveva fatto il giorno prima dopo aver saputo di non avere la gialla. Piange, sempre per colpa dello stesso oggetto del desiderio, questa volta per averlo conquistato. È strano come a un giorno di distanza si pianga prima per la tristezza e poi per la gioia suo diretto opposto o forse è semplicemente normale questa stranezza  che conferisce fascino e magia alle lacrime.

tony lacrime

Giorgia Monguzzi

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