L’ELITE DEI BALCONI

Sono magiche le corse in bicicletta capaci di entrare nei cuori della gente, così come invadere le città, insinuarsi nelle vie anche più sconosciute e animare piccoli paesi. Portano con sé una magica festa seguita da file di persone giunte lì quasi richiamate da una passione innata. Vorrebbero abbracciare i loro idoli, guardarli più il vicino possibile, ma costretti ad ammirare dietro le transenne, talvolta sulle punte dei piedi, cogliendo ogni possibile occasione di abbattere quella tremenda barriera. Invidiano coloro che sono dall’altra parte muniti di quel magico pezzetto di carta chiamato pass che quasi conferisce loro un potere infinito. Sembrano quasi essere privilegiati anche se quello è soltanto il loro lavoro, accompagnati da una schiera di ospiti, i veri insigniti di quel reale privilegio. Vi è però qualcuno che è privilegiato senza occupare nessun titolo, privo del pass, ma dotato del posto in prima fila assicurato, soltanto per un motivo: abita in prossimità del traguardo di una corsa. Sono colpite da sguardi le loro finestre che conferiscono la vista di un vero sovrano, da occhi di coloro che dal basso bramano di possederle. Scrutano i loro balconi che si trasformano in veri e propri oggetti del desiderio, il luogo perfetto per ammirare il vincitore, un passaggio, scattare la foto migliore. Sembrano però scrigni, quei piccoli luoghi, custoditi saggiamente dai loro proprietari che compaiono all’improvviso per godersi lo spettacolo e guardano dall’alto verso il basso coloro che li osservano con il volto all’insù. Questi ultimi invidiano quel privilegio colpiti dal sole o da un acqua battente mentre i primi dall’alto alto si godono lo spettacolo al fresco e al riparo. Sembra  un mondo accessibile solo a pochi quello dei balconi, misterioso, abitato da un popolo quasi di eletti.

Ci sono pochissimi edifici sulla collina di Superga, qualche bar tabacchi e abitazioni che si estendono lungo la discesa, in prossimità dello scollinamento vi è però un balcone che desta la curiosità di tutti. Ben posizionato davanti allo striscione del gpm sembra appartenere ad una casa disabitata, iniziano gli sguardi a dirigersi verso quella direzione, bramosi di intravedere il proprietario che sembra non esistere. Picchia forte il sole che colpisce duramente i volti affaticati, è così che la parte sottostante a quel balcone si trasforma in un angolo di paradiso grazi e alla sua ombra. All’improvviso si sentono dei passi e compare una donna sulla quarantina, con i capelli biondi e gli occhiali, proprietaria di quell’oggetto del desiderio, qualcuno la saluta, altri la guardano. “senta signora, quanto vuole per salire su quel bel balcone? 100.000 euro le bastano?” scherza un fotografo pronto a ricevere una risposta negativa, ma invece la donna dice: “salga pure, qualche persona la posso ospitare”. Sembra essersi aperto il paradiso osservando gli sguardi di coloro che stanno soffrendo sotto i colpi del sole, precedenza ai fotografi sembra essere la regola e, cogliendo al balzo l’occasione mi aggrego alla piccola comitiva. Ci apre la sua casa la signora Antonella che ci accoglie con un sorriso e mi dice: “chissà cosa penseranno i miei vicini con tutti questi uomini in casa, per fortuna ci sei tu”. È davvero gentile questa donna che vive con suo marito, in quel momento al lavoro e che nemmeno era a conoscenza del suo privilegio, accende nella stanza un ventilatore per confortarci dalle ferite del caldo, conducendoci verso il paradiso. È perfetta la vista dal suo balcone, paragonabile a quella del loggione della  Scala, oltre a me ci sono tre fotografi e un operatore di Mediaset a godere di quel privilegio. Ci guardano le persone dal basso, chi ci conosce ci saluta, mentre gli altri ci osservano con fare indagatorio, si chiedono il perché di tanta gente con una macchina fotografica in una casa un momento prima disabitata. A tutti noi sembra quasi di essere un po’ egoisti ad aver permesso solo a noi stessi di godere di quel privilegio, ma dopo aver fatto degli scatti di prova la ricerca del bello prende il posto di qualsiasi tipo di solidarietà. Arriva finalmente la corsa che è entrata nel vivo durante la prima ascesa, il gruppo è completamente frazionato e davanti vede alcuni atleti tra cui Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo, sembra di essere al contempo dentro e fuori la competizione, da una parte fotografi e dall’altra tifosi che incitano tutti i partecipanti. Urliamo a gran voce mentre la signora Antonella si gode accanto a noi lo spettacolo, da sotto ci guardano ancora una volta con sguardo stupito. Sembra di essere in un altro mondo, quello che di solito eravamo abituati ad osservare bramosi di potervi sbirciare dentro, quello con l’aria condizionata nonostante il sole cocente, quello della vista migliore, quello che ha finito col trasformarci, anche se per una sola volta, nell’elité dei balconi.

Giorgia Monguzzi

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