LA FESTA DEL PAPA’

I papà sono educatori, amici, fratelli, qualcosa di semplicemente unico. Con loro si scherza, ci si arrabbia, si ride, si piange, si fanno pazzie, ci si imbatte in improbabili avventure provando emozioni straordinarie. Si condividono ideali, gioie, dolori, ma anche passioni. In questo ambito i papà sono qualcosa di eccezionale, sono in grado di fare appassionare i propri figli e figlie a qualcosa dalla quale difficilmente prenderanno le distanze. Sono tanti gli ambiti in cui “operano” i papà, ma uno di questi è senza dubbio quello del ciclismo. Precedentemente corridori, direttori sportivi,  giornalisti o fotografi sono in grado di fare appassionare in un modo indescrivibile a questo sport o semplicemente da appassionati che vedono nella biciletta qualcosa di eccezionale. Sono loro che portando un giorno il proprio figlio a una corsa compiono una vera e propria magia facendoli innamorare, un po’ quello che è successo a me quando all’età di 5 anni in braccio a mio padre vidi per la prima volta il giro d’Italia. I papà sono magici, capaci di qualsiasi cosa pur di far contenti i propri figli e quest’ultimi li festeggiano ogni anno in un giorno particolare: il 19 marzo.

Un sole pallido avvolto da nubi riempie il cielo di Suno, Piemonte, è il 19 marzo, il giorno della festa del papà e del Gp Nobili coppa papà Carlo. Sono numerose le persone alla partenza, molte di queste sono padri accompagnati da figli grandi perché i piccoli vanno ancora a scuola, ci sono alcuni che come me invece l’hanno proprio saltata per l’occorrenza. Sono tanti i papà, alcuni solitari, altri tra i corridori stessi che quel giorno corrono lontani dai propri figli che non vedono da molto tempo. Altri invece sono papà venuti lì a vedere il figlio gareggiare, forse per la prima volta e anche un po’ con gli occhi lucidi sperando che  dia il meglio di sé. Il primo papà è quello di Matteo Spreafico  un tempo correva anche lui ed è proprio per questo che è riuscito a trasmettere la stessa passione al figlio che ha deciso di seguire le sue orme. Tra i tanti presenti c’è anche Domenico Alafaci, papà di Eugenio, nonché direttore generale del suo fan club, state pur certi che quando c’è il nome “Eugenio Alafaci” sull’elenco partenti raramente non troverete il padre sul percorso. Domenico è qualcosa di incredibile, è sempre preso a dirigere i suoi famigliari con striscioni e magliette, occhiali scuri e sorriso stampato in faccia che quando vede il figlio si allarga ancora di più. Quando parla con Eugenio succede qualcosa di incredibile: lo guarda sempre con orgoglio, come se fosse per la prima volta, è pronto a sostenerlo sempre. Un po’ più nascosto tra la gente c’è anche un altro papà, Franco Nizzolo, papà di Giacomo, una persona silenziosa che preferisce affidare la direzione del fanclub ai suoi fratelli. Tutte le volte che lo incontro mi fa un resoconto dei piazzamenti del figlio, accompagnato alcune volte da un po’ di amarezza per la mancata vittoria, ma sempre carico di un orgoglio unico. “speriamo che vinca” mi dice “speriamo che anche alla Sanremo faccia bene”. Sono tanti i papà al via che salutano i propri figli ciclisti, oppure accanto agli altri assistono al via della 18° edizione del Gp Nobili.

La corsa procede ad un ritmo forsennato dal lago d’Orta a quello Maggiore, numerosi sono i tentativi di fuga che si susseguono, ma nessuno riesce ad andare realmente in porto, solo una ventina di corridori riescono ad evadere non guadagnando più di 1’30”. I chilometri che separano gli atleti dall’arrivo sono sempre di meno, intanto sul traguardo inizia giungere sempre più gente. Tra questi ci sono anche i papà, anche tra i fotografi  che puntualmente iniziano a studiare la posizione migliore, io sono lì con il mio: stessa pettorina, stessa voglia di fotografare, stessa agitazione e stessa passione. Intanto Valverde scatta nel tratto più impegnativo del percorso, Rebellin si attacca alla sua ruota, Cunego si lancia al loro inseguimento finendo con l’essere ripreso dal gruppo alcuni chilometri dopo. L’azione dello spagnolo e dell’italiano sembra davvero decisa, arrivano ad avere un vantaggio di mezzo minuto, ma anche su di loro il plotone giunge impetuoso. “ci sono ancora velocisti nel gruppo?” qualcuno chiede mentre i fotografi ormai posizionati attendono l’arrivo. “forse c’è Nizzolo” qualcuno dice, “speriamo che vinca lui” ribatte mio papà, “secondo me vince Lobato” dice qualcuno altro.

Ormai ci siamo, mancano pochi chilometri, plotone sempre compatto, sarà volata; ed ecco comparire il gruppo nel rettilineo finale subito dopo la curva, Nizzolo sembra avanti, è sempre più avanti creando un divario invalicabile per Ponzi che si deve accontentare della seconda posizione e Haller della terza. Nizzolo ha vinto. Mio papà urla come un matto e io di certo non sono da meno e mentre corriamo esprimiamo una gioia incontrollabile; sul nostro cammino ritroviamo Domenico che è felice come noi, Giacomo non è suo figlio, ma è molto amico di Eugenio, anche lui gioisce ed è incontenibile. Più avanti c’è Giacomo che ha un sorriso enorme per la vittoria che diventa immenso quando incontra lo sguardo di suo padre che lo abbraccia. Franco è  emozionato, guarda in giro cercando di nascondere quelle sue lacrime di gioia incontenibile, non ci crede, non è la prima volta che vede vincere il figlio, ma tutte è come se fosse la prima. È il momento del podio: gli zii di Nizzolo, presidenti del fan club urlano senza sosta, il papà di Eugenio guarda in giro con aria soddisfatta, mentre quello di Giacomo ancora una volta non riesce a controllare l’emozione. I papà sono proprio strani, unici, si dimostrano tanto forti e burberi, ma poi quando il figlio fa qualcosa che li rende orgogliosi si lasciano andare. Non è necessario che sia qualcosa di grande a livello di un premio Nobel, ma bastano anche cose piccole per farli emozionare e far scendere loro qualche lacrima. Sono incredibili le cose che i papà riescono a fare per i propri figli che una volta all’anno li festeggiano, un giorno in cui  fanno di tutti per renderli felici ed orgogliosi , quest’anno la festa del  papà è coincisa proprio con il gp Nobili. Franco è sotto il podio con gli occhi lucidi, ancora non ci crede, “è stato un giorno fantastico” dice, “è la più bella cosa che mi potesse accadere proprio nel giorno della festa del papà”.  

Giorgia Monguzzi

Advertisements

3 pensieri su “LA FESTA DEL PAPA’

    1. caro Castelli, per me ricevere i complimenti da un fotografo del tuo livello è un grande onore soprattutto rivolti alla mia macchina nuova! oltre ai citati sei tu il protagonista nascosta nascosto dell’articolo perchè anche se non nominato sei stato tu a portare alta la bandiera della vittoria di Lobato che però non aveva speranze contro nizzolo! che dire, Giuseppe tu sei un mito!

      1. kia

        Lo so che ero io ad essere preso per il ::::::::::: ma RICORDATI che VERRA’ il giorno che LUI vincerà,e allora la mia VENDETTA sarà TREMENDA.
        Ciaoooooooo Sempre bella la macchina nuova.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...