UN MOTORE, UNA BICICLETTA INCANTATA ED UN PIZZICO DI FANTASIA

È sempre più intasata la rete di immagini e di video di tutti i generi. Cantanti, attori, pazzoidi scatenati e celebrità di tutti i tipi postano ormai a ritmo irrefrenabile il racconto delle loro giornate, dei loro respiri e delle novità. Tra questo confusionario mix di materiale multimediale uno in particolare ha interessato il mondo del ciclismo; raggiunte subito le migliaia di visualizzazioni, neanche se fosse l’ultimo video di lady Gaga, ha fatto il giro del mondo creando in alcuni casi sgomento e preoccupazione, ma soprattutto un numero inquantificabile di domande. Il filmato in questione riguarda Ryder Hesjedal e la sua durata è notevolmente più breve di tutte le premesse. Mostra il corridore durante la sua caduta in una delle tappe della vuelta, tutt’ora in corso; un avvenimento normale nel mondo del ciclismo dato che in media una decina di capitomboli in ogni frazione ci sono sempre. È  però saltato agli occhi vispi degli spettatori un particolare che quasi potremmo definire inquietante: il corridore è a terra ma la sua bicicletta, un po’ come avviene nei film di Kubrick, non cessa la sua corsa, ma strisciando con il fianco sull’asfalto con tanto di ruote in movimento pensa bene di continuare da sola la tappa. Come frutto di una magia di un esperto illusionista questo particolare ha fatto il giro del globo in molto meno degli 80 giorni raccontati da Jules Verne. Un fatto che tra l’indignazione e la non curanza della gente ha travolto come un’onda anomala il mondo delle de ruote, un avvenimento molto importante dato che a studio sport dove il ciclismo è sistematicamente un optional ne hanno parlato.

In poco tempo questo cortissimo filmato ha messo in moto gli ingranaggi dei più grandi scienziati improvvisati della Terra che hanno distribuito idee di ogni tipo. La compagine più numerosa ha sostenuto fortemente l’ipotesi che all’interno della bici di Hesjedal sia installato una sorta di motorino che gli permette di andare molto più veloce degli altri, non un vantaggio da niente! È stata la spiegazione più immediata e che a tutti, anche al più cretino della terra, sarà almeno per un secondo balzata in testa, ma la questione si è fatta subito più complicata. La discussione è ricaduta sul tipo di motore utilizzato: elettrico o a scoppio, quello di una normale bici elettrica o di una macchina o di un treno; anche se devo dire che l’esercito ha denunciato il furto di un motore di un carro armato. C’è chi ha ipotizzato il possibile utilizzo del reattore Arc per alimentarlo, ma poi consultando la Marvel hanno scoperto che la stark industries non ha ceduto i diritti per quel prodotto. Non solo state solo queste le idee che si sono diffuse a macchia d’olio, ma pensatori ben più fantasiosi ed estremisti hanno provato a dire la loro: c’è stato chi, ossessionato da star wars fino all’esasperazione, ha sostenuto che il canadese fosse un maestro Jedi non dichiarato e avesse usato il potere della Forza per far muovere la bicicletta. C’è poi chi ha ipotizzato che fosse un burattinaio che usa fili invisibili, una sorta di uomo ragno, uno stregone appena uscito da un libro di Harry Potter o dei fratelli Grimm o semplicemente che l’oggetto in questione fosse vivente, in pratica la versione su due ruote del Bernie il maggiolino tutto matto. Questi pensatori da tutto il mondo non si sono però fermati qui: improvvisandosi fisici nucleari, matematici e ingegneri hanno iniziato a formulare leggi di ogni tipo cercando di accantonare Newton e Einstein senza però ottenere buoni risultati. Si è poi passati alla parte pratica che, stando al metodo sperimentale di Galileo, viene proprio dopo alla formulazione dell’ipotesi. Ci sono stati così esperimenti di ogni tipo, tenderei a specificare anche sedute spiritiche per cercare di mettersi in contatto con gli studiosi del passato per avere qualche aiuto, c’è chi ha contattato Tony Stark, il dottor Jeckyll, il doc di ritorno al futuro e tutti gli scienziati pazzi che c’erano in circolazione. Nuove teorie e filmati esplicativi di ogni genere sono stati improvvisamente partoriti, talmente tanti che in alcuni casi si rischiava di scoprire qualcosa di un degno premio Nobel.

Sono stati tanti quelli che hanno partecipato a questa, se possiamo proprio definirla così, moda del momento che, dopo le numerose secchiate d’acqua dell’estate è diventata al centro dell’attenzione. Numerose le spiegazioni fornite, ma raggruppabili in due grandi gruppi: c’è chi dice che c’è qualcosa di strano, un motorino o qualcosa del genere, mentre tutti gli altri sostengono che tutto è normale e che le domande suscitate sono forse dovute al forte stress. Sta di fatto però che per adesso non vi è una risposta definitiva, perché in effetti  non avremo mai la prova se le nostre ipotesi sono realmente fondate o no. In tutto questo meandro di idee e di esperimenti c’è però una cosa che si propone essere più certa che mai: una giuria molto probabilmente scordatasi delle grandi fette di salame sugli occhi e candidata al premio di miglior osservatrice che ha pensato bene di non sequestrare la bici alla garmin pur un anche minimo controllo. Chissà forse anche tutti i suoi componenti  vorranno anche loro un po’ fantasticare perdendosi nel mondo irrequieto di maghi, motori e favole, ma soprattutto in quello dei quesiti in attesa di una risposta.

hesjedal bici

Giorgia Monguzzi

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