SFIDANTE DEL TEMPO, SFIDANTE DEL DESTINO

La pioggia batte sui caschi durante la decima tappa del tour de France, l’arrivo è posto a place des belles filles, la prima sulle Alpi, la prima occasione per i pretendenti della gialla finale. Il tempo è tremendo, si procede a passo costante sulle montagne di giornata, mentre davanti la fuga va, si sale e si scende, ma all’improvviso succede qualcosa. Si attraversano i vari tratti di discesa, strada bagnata, nebbia, un tornante dopo l’altro fino a che si raggiunge un punto non di particolare rilievo, non segnato da nessun tipo di mappe, uno come gli altri, ma segnato nel destino di Alberto Contador. Lo spagnolo cade, non inquadrato da nessuna televisione, lo si vede rialzarsi dolorante con una ferita sotto il ginocchio, ma sembra stare bene. Fa cenno con la mano al medico di accelerare, intanto però i minuti passano, il plotone non si è certo fermato e così con un gap molto superiore ai 4 minuti riparte. Sono per lui circa 18 km di inferno, alla rincorsa di tutti gli altri aiutato dai suoi fedeli compagni, si alza sui pedali, ma si vede che non è la classica pedalata del pistolero, sembra ferito, ma non vuole mollare. All’improvviso però si avvicina a Rogers gli mette una mano sulla spalla e poi si ferma, sale in ammiraglia con il volto colmo di lacrime. In un attimo, in un minuscolo attimo ecco sfumarsi il sogno di provare a rivincere il tour de France,  tanti sacrifici in fumo, una stagione dissolta all’improvviso.                                 Sono rimasti negli occhi di tutti, amanti della bicicletta e no, quei drammatici secondi ;il più grande dolore per un atleta è fermarsi, rinunciare alla competizione per cui tanto si è allenato, lacrime, lacrime e ancora lacrime che non esitano a scendere sul suo volto, disperazione, niente di peggiore. Arriverà dopo la precisa diagnosi di quanto successo allo spagnolo: rottura della tibia. Molto di più di quanto ci si aspettava, si credeva infatti un semplice danno al ginocchio e così si inizia ad immaginare quanto dolore abbia provato in quei chilometri infernali per tentare di tornare in gruppo. Lo operiamo, non lo operiamo, sono questi i dubbi dei medici e dello stesso atleta che vorrebbe rientrare alle corse il più presto possibile, gli viene dunque bloccata la gamba. Prima di lui anche l’altro favorito Chris Froome aveva abbandonato la grand boucle per problemi ad entrambe le mani, il britannico ha già progettato la vuelta per rimediare i danni, ma per lui il tutto è più semplice. Anche per Contador inizialmente si pensava che potesse correre la prestigiosa corsa a tappe spagnola, ma la risposta arriva in negativo, ormai lo si può dire ,una stagione buttata, forse non lo rivedremo nemmeno al mondiale o al Lombardia.  Impossibile tentare un recupero per la partenza del 23 agosto a Jerez de la frontera; una sfida improponibile, ma il pistolero non ci sta, vuole assolutamente prendervi parte. “io ci sarò! Aspettatemi!” sembra voler dire, un richiamo per far vedere che lui c’è e non vuole concludere sdraiato in un letto questa stagione che, iniziata nel migliore dei modi, si proponeva essere un grande spettacolo per tutti gli appassionati. Sedute di fisioterapia, recupero, ma soprattutto forza di volontà, inizia così la sfida del pistolero per cercare di essere presente al massimo alla vuelta. Non è ancora salito in bici, ma i giorni passano, il mese di agosto si fa sempre più vicino, diventa ben presto una lotta contro il tempo che non esita a scorrere con la massima velocità.                    Un po’ come in quei film in cui il protagonista deve disinnescare una bomba che altrimenti distruggerebbe tutto il suo mondo. Il timer sull’esplosivo procede a velocità forsennata, il count down micidiale incombe potente scandendo gli attimi che precedono la strage. È corsa contro il tempo, l’eroe contro l’esplosivo, la sua mente contro i secondi che scorrono, la sua calma e il suo coraggio contro la quasi inevitabile fine. Sfida l’ignoto, sa che le sue possibilità di farcela sono estremamente ridotte, ma lui tenta, vuole battere a duello la fortuna, un passo falso e tutto scomparirà. Tutto questo vale per Alberto: sa che quello che sta facendo è impossibile, ma viene spinto da un’incredibile forza d’animo che in pochi possiedono, solo i più coraggiosi, solo coloro che non temono di giocarsi il tutto e per tutto. Un avventuriero che si  è visto sfumare all’improvviso davanti gli occhi il tesoro per cui tanto aveva lottato, un trabocchetto, un punto designato dal fato, è stata quella la sua rovina. Rimane sempre meno tempo, la Tinkov lo ha inserito nella preselezione della corsa a tappe spagnola, la sua squadra crede in lui, sa che ce la può fare perché occorre molto di più per sconfiggere Contador. La parte difficile viene ora, dovrà stringere i denti per cercare di recuperare il più in fretta possibile. La corsa contro il tempo è iniziata, un passo falso e tutto finirà, lo sa bene, dovrà procedere con calma e destrezza. Lui contro il suo male, da solo contro la sfortuna, la sua mente contro quell’ordigno che in questo caso grava solo su di lui, ma micidiale che con tutto il suo coraggio e forza d’animo farà di tutto per non far esplodere.

Giorgia Monguzzi

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