LA GRANDE SFIDA DEL TELO DA CAMPEGGIO

Finalmente è tempo di vacanze si preparano zaini, borsoni, valige e si parte. Le mete sono tra le più disparate: baite in montagna, appartamenti in riva al mare, villette, bungalows, ma i più avventurieri come me si recano rigorosamente in campeggio. Roulotte, carrello tenda, camper, tenda candese e igloo, chi più ne ha più ne metta, sono tanti i modi con cui passare le tanto amate ferie. Di campeggiatori e di luoghi in cui poter andare ne esistono di ogni tipo, ma state pur certi che c’è sempre una cosa che accomuna tutti. All’arrivo quando si monta c’è per ogni avventuriero una grande sfida da affrontare, una prova che non si può definire né di forza, né di coraggio, spaventa i neo campeggiatori, ma anche i più esperti la temono: la stesura del telo sul terreno! È in pratica la prima cosa che si fa appena si arriva, il primo grande tormento di tutti per cercare di rendere il più pulito possibile il posto dove passare la vacanza. Di idee riguardanti che tipo di telo usare ce ne sono davvero tante: chi si affida alla vecchia stuoia che perde perennemente fili da tutte le parti, chi all’insensato pezzo di plastica, poi stoffe, quello verde, azzurro, teli di ogni colore, basta solo usare un po’ la fantasia. Anche mio papà ha una sua teoria in proposito: usare a tutti i costi il telo da pacciamatura! Lo considera come l’ultima frontiera del camperista perfetto, l’innovazione tecnologia del campeggio, tanto per intenderci quasi come progettata da Tony Stark versione campeggiatore. È meglio non tenere conto del design perché è ormai dalla sua origine che si presenta di un colore nero pece ogni tanto interrotto da linee di un disgustoso verde bandiera, ma è quando piove che fa la differenza! Viene usato per quando si coltiva l’orto e in teoria quando comincia a piovere l’acqua dovrebbe rimanere sotto, parlo in condizionale perché alla fine dei conti il pantano si forma comunque. Certamente molto meno rispetto agli altri campeggiatori che sono costretti ad usare un canotto per stare seduti a tavola, mentre noi ci accontentiamo, solo nei casi più estremi, degli stivaloni da pescatore. Subito dopo la fase di scelta che solitamente avviene prima di partire da casa, arriva quella del montaggio. A prima vista, per chi non ha mai fatto campeggio sembrerebbe una cosa semplice, stupida da fare, ma invece richiede i più ampi studi di ingegneria. Escludendo i casi in cui il telo è di 1 m² si propone essere il classico esodo di ogni vacanziere. Tira a destra, tira a sinistra, avanti, indietro si fa di tutto per tenderlo nel migliore dei modi, è una vera propria sfida tra i montatori e le pieghe che perennemente si fanno vive. Ci si improvvisa un po’ di tutto: geometri, carpentieri, architetti, muratori, fisici ogni titolo viene buono in queste occasioni. C’è chi usa metri, squadre un po’ di tutto, si applicano tutti i teoremi che si conoscono, Euclide, Pitagora tutti vanno bene, ecco quando ci si accorge che studiare la geometria serve proprio! Quasi per magia la piazzola si trasforma in un cantiere, uno simile a quello dove lavorano i Flistones , ognuno ha la sua mansione ,ma alla fine dei conti non sa mai cosa fare, mancano solo i dinosauri per rendere la situazione completamente identica. Passeggiando per il campeggio si capisce subito se qualcuno sta cercando di tendere il telo: tendete l’orecchio e se sentite qualcuno  urlare o imprecare state pure certi che è nel mentre di quella maledetta mansione. Picchetti di ogni tipo invadono l’ambiente, sembra di trovarsi in una cava di pietre e di marmo, manca solo Michelangelo che venga a scegliere il pezzo migliore per le sue sculture per completare l’opera! Una maledizione anche quella del picchetto che non tarda mai ad arrivare, dentro e fuori dalla terra con tanto di martello e di pinza, state pur certi che la prima posizione in cui lo metterete non andrà mai bene. Anche in questo caso sono molte le teorie per come fare, mio papà per esempio ne fissa ad un‘estremità per tirarlo dall’altra, dopo numerosi collaudi è questo il nostro metodo preferito che siamo soliti usare in ogni occasione. Si potrebbe fare in mille altri modi, non ce ne mai uno completamente giusto, ma al contrario ce ne sono centomila sbagliati, il telone ha quasi sempre la meglio.

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Ecco però alcuni suggerimenti basilare per tentare di combattere questa tremenda maledizione:

  1. Prima di iniziare prendete un po’ di fiato, usate tecniche yoga, quello che volete, anche gli antichi metodi della nonna vanno bene
  2. Fate tutto con calma, tanto non vi corre dietro nessuno, Bolt non si deve necessariamente fermare nel vostro stesso campeggio!
  3. Mentre lavorate state in silenzio, se proprio dovete imprecare fatevi uno scudo isolante di polistirolo, altrimenti come minimo verrà il vicino a rompere le scatole, perché non riesce a sentire la televisione a 100m di distanza anche se è al 200% del volume
  4. Fatevi aiutare da qualcuno, se si è in 2 si lavora meglio, ma scegliete bene il vostro aiutante. Se mago merlino, Captain America e maga magò non sono disponibili non scegliete il primo illuminato che passa
  5. Non improvvisatevi boscaioli! Almeno 99 volte su 100 in mezzo alla piazzola ci sarà sicuramente un albero che rompe le scatole, ma non abbattetetelo, altrimenti sarà la forestale a darvi fastidio
  6. Non c’è in atto un concorso di design! Anche se il telo non è teso bene, non preoccupatevi, tanto Armani non controllerà proprio il vostro!
  7. Ricordatevi che non dovete arredare un attico, quindi anche se avete un telo di 240 metri quadri , se non ci sta non ci sta!

Non è detto che dobbiate rispettare tutti questi punti l’importante che non perdiate la pazienza, tanto il telo non si sistema da solo. E se proprio non riuscite a rispettare nemmeno questo, è meglio che non facciate campeggio, andate piuttosto ad alloggiare su una nuvola. La stesura del telo è una prova importante, quasi un rito di iniziazione per capire se sei un vero campeggiatore o no. Una maledizione, forse peggiore di quella del primo film dei pirati dei caraibi, difficile da fronteggiare. Potete essere laureati, ingegneri, aver vinto l’oscar di miglior attore in un film ambientato nella giungla o essere insigniti del premio nobel, nonostante tutto l’impegno che ci mettiate nella maggior parte dei casi il telo avrà la meglio su di voi. Lo so, è tremendo, ma è questa una delle dure leggi del perfetto campeggiatore!

                                                                                                      Giorgia Monguzzi

 

 

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