SOGNATORI FINO AGLI ULTIMI METRI

“venghino signori, venghino!” sembra quasi che ci sia qualcuno ad urlarlo all’inizio di ogni tappa del tour de France, come un grosso omone vestito a puntino che invita tutti ad avvicinarsi per tentare la fortuna, in questo caso non gente comune ma ciclisti. Una regola non scritta quella che viene rispettata subito dopo il via ufficiale: quasi come se acceso all’improvviso un interruttore iniziano gli scatti per portare via la fuga. In molti accolgono l’invito di quel signore appostato fuori dal solito tendone, tentano la fortuna, devono cogliere l’attimo per beccare il gruppetto buono che non sempre evade con facilità, se non si azzecca il momento giusto puff addio obbiettivo di giornata. “solo sognatori sono ammessi” sembra quasi uno slogan per tutti gli avventurieri di giornata che provano a cullare il sogno di vincere la tappa. Nei casi di frazione ondulata hanno molto dalla loro parte, ma quando vi è un arrivo per i velocisti è quasi impossibile, si sfida il destino, ci si sottomette completamente al volere del gruppo che decide di andare a riprenderli quando ha più voglia. La 15°tappa da Tallard a Nimes è una di queste , l’arrivo per ruote veloci è in pratica scontato, ma nonostante tutto sono due gli uomini, appena Prudhomme sventola la bandierina,  a scattare, il plotone lascia fare, tanto il loro destino é già segnato. Martin Elmiger e Jack Bauer, uno svizzero e un neozelandese, due veri e propri sognatori che sfidano il destino, sanno già che non hanno speranze di farcela ma nonostante questo  tentano mettendosi in gioco, molte volte si parla di eroi coraggiosi, sicuramente tra questi ci sono anche loro. Sono esploratori esperti, il primo tra i due ha già azzeccato ben 3 fughe, e quindi sanno che non bisogna dare tutto ad inizio corsa, il loro vantaggio infatti non supererà mai i 6 minuti. I chilometri passano, ma loro due sono sempre davanti dandosi cambi regolari non si vogliono proprio arrendere, lottano con il cuore per continuare a sognare; il gruppo non se lo aspettava proprio di trovare due atleti così tosti, aumentano il ritmo ma il ritardo rimane invariato. Si attraversano paesaggi diversi, ma la situazione in corsa non cambia, tutti mantengono la stessa velocità, le gente al passaggio urla ai due battistrada di non mollare, ma arriva per loro anche un alleato ben più forte. Si scomoda, se così vogliamo dire, sua maestà il tempo atmosferico che colpito dalla loro forza d’animo si scaglia potentemente sui corridori: è buio e quasi si fa fatica a vedere, come per magia dietro vengono incredibilmente rallentati. Potremmo definirla una situazione di tempesta, di battaglia in mare: davanti le navi inglesi, più piccole e sfavorite rispetto alle altre che costituiscono l’invincibile armata spagnola grandi e pesanti. All’inizio della battaglia si pensava che fossero i papisti a dover vincere, ma gli anglicani sfruttando la loro manovrabilità riescono ad andare più veloci e a vincere il combattimento; il plotone così arranca, il vantaggio cresce. Il traguardo è sempre più vicino, Elmiger, Bauer, Elmiger e ancora Bauer, i due vanno sempre più d’accordo, dietro invece quando mancano 10 km si è ancora sconfinati dietro il minuto, le squadre dei velocisti stanno tirando all’impazzata. L’omega si è accorta della situazione che si sta creando, forse la fuga potrebbe arrivare e così già da diversi minuti ha lanciato i suoi uomini all’attacco. Il tempo passa, i chilometri sono sempre meno, è una lotta contro il muoversi dell’orologio per il gruppo che sta facendo tutto il possibile per recuperare. 5,4,3, 2 , ultimo chilometro; quella fiamma rossa in lontananza e poi passata sembra dare speranza ai due sognatori che non si osservano nemmeno, pensano solo a pedalare, non importa alla fine quali dei due vinca, l’importante è arrivare. Solo 13” li separano dal gruppo che scalpita alle loro spalle come un branco di animali feroci che si danno spallate a vicenda per accaparrarsi per primo la preda.

pianto bauer

 

“venghino, signori venghino!” sembra essere ritornato quel signore buffo di inizio tappa, si presenta davanti ai due battistrada e li invita per l’ultima volta. Tentare la fortuna, credere al proprio sogno fino all’ultimo per non mollare mai, così bisogna fare, danno ascolto a quell’uomo e non smettono di pedalare, provano a sfidare il gruppo anche se è impossibile. In un attimo, all’improvviso Emiger resta indietro, purtroppo non si può starlo ad aspettare, il gruppo si avventa feroce su di lui che sembra urlare “vinci, jack vinci”. Bauer è ormai da solo, il traguardo è lì, poche pedalate lo separano, il suo sogno si sta per realizzare. È una corsa contro un tempo diventato ormai infinito, chissà forse in quei piccolissimi istanti quante cose gli saranno passate nella testa mentre fissava l’orizzonte,  come un avventuriero che ha sfidato centinaia di trabocchetti a cui rimane solo di prendere il tesoro. 50 metri, ormai è quasi fatta, lui contro gli oltre 150 membri del gruppo, che colpo, che sogno, ma all’improvviso la sorte che fino a quel momento era girata dalla sua decide di cambiare: viene attaccato alle spalle da tutti gli altri che lo saltano, Kristoff vince senza problemi davanti ad Haussler e Sagan. Jack è stato colto all’improvviso, ormai ci credeva, il suo sogno in un attimo viene distrutto, si ferma poco dopo il traguardo, è sfinito.  Dai suoi occhi scendono lacrime, è proprio crudele il destino, ormai aveva vinto, i suoi compagni di squadra provano a consolarlo ma tutto è inutile. Forse è questo il brutto prezzo che devono pagare i veri sognatori, tutti quelli che anche se sanno che la percentuale di farcela è del 1% tentano la fortuna, si mettono in gioco, sfidano lei e tutti gli altri atleti in gara che da amici e colleghi in un attimo diventano nemici. L’unico ostacolo tra la felicità e la tristezza, tra un sogno infranto e uno realizzato, una minaccia che accompagna quei chilometri di fuga che caratterizzano tutta la tappa l’esito della quale è già quasi scritto. Una fuga da una realtà da cui dei sognatori come Bauer ed Elmiger tentano di evadere con cuore e gambe, è impossibile riuscirci per questo tentata da pochi che ascoltano quel signore che urla a squarciagola e sfidano anche la fortuna perché loro ai sogni credono davvero.

Giorgia Monguzzi

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