IL GIRO, LA CORSA DEI SOGNI, LA CORSA DELLA ROSA

3449,9 km , non un metro in più, non un metro in meno per questa 97° edizione . Chilometri di strada, di pedalate, di fatica, di speranze, di gioia, di tifo ,ma soprattutto di Giro d’Italia. Il Giro, difficile descrivere con parole esatte e ben precise cosa sia in realtà, io lo definirei piuttosto come il mix di quanto più bello al mondo, di emozioni di ogni tipo, di allegria, di persone e di atleti. Quasi come una forza soprannaturale che per un periodo all’anno passa quasi come per magia tra le strade, tra la gente; attraversa quasi tutta la penisola come un non so che di misterioso. Al suo arrivo tutto intorno si anima: le vie si colorano di striscioni e di scritte, i paesi si tingono e si riempiono di persone da ogni parte del mondo, la gente esce di casa, va sulle strade, è arrivato il Giro. Esso passa quasi come un vento leggero, ma che al contempo scava nel profondo del cuore di ognuno, lo fa emozionare, almeno per un giorno lo lega al ciclismo, è una festa, per chi ama questo sport la più bella che esista. Una corsa speciale, fantastica che da molti anni si disputa, fatta eccezione per i periodi delle guerre mondiali, come un appuntamento fisso, immancabile, per il quale già al termine dell’edizione dell’anno prima si inizia già a fare il conto alla rovescia. Una corsa che in molti definiscono “la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo” e che durante il suo percorso attraversa poco alla volta pezzi di storia che come minuscoli frammenti al suo passaggio si ricompongono. È una vera propria leggenda questa competizione a cui hanno partecipato tutti i più grandi ciclisti della storia passata e presente, quasi un mito ,un sogno. Un vero proprio sogno per tutti: per gli atleti, i direttori sportivi, gli stessi organizzatori che vedono poco alla volta questo progetto materializzarsi davanti ai loro occhi, per chi è all’interno della corsa e per chi vi è fuori, per i giornalisti, per i tifosi  e per la gente comune che lo attende con ansia davanti alla finestra di casa. Tutti gli atleti sognano di prenderne il via, quasi come tutto questo rappresentasse una specie di iniziazione senza pari che permette di entrare definitivamente nel mondo del ciclismo. Tanta emozione alla partenza, sia per chi vi partecipa per la prima volta, sia per chi vi ha già partecipato e forse lo ha già vinto, impossibile controllarla, la sua potenza è inquantificabile.

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Il Giro d’Italia, una corsa a dir poco fantastica che ripone il proprio simbolo nella maglia rosa. Un indumento, ma non solo, un’entità mistica, l’oggetto del desiderio per chiunque prenda il via a questa  corsa. Tutti sognano almeno una volta nella vita di indossarla: dal capitano al gregario, dal novellino all’esperto, non viene fatta eccezione per nessuno. Si sogna di indossarla non necessariamente perché vittoriosi della generale, ma anche solamente per un giorno, quasi come se essa fosse fatta di un materiale incantato, magico, speciale, ma invece è semplice tessuto, è la sua importanza che è infinita. È la parte più importante del Giro colei che gli dà un senso, il faro della corsa, colei che strega gli occhi non solo degli atleti, ma anche degli spettatori sulle strade che al passaggio della corsa sentono il frenetico impulso di cercare chi la indossa, al centro del gruppo, tra tutti gli altri, la desiderano, per loro vederla è la fine del mondo. È una conquista vedere colui che la indossa e che in quel preciso momento è il re della corsa, tra tutti è il più importante. La sua tinta è rosa come quella della Gazzetta, un colore come tanti, ma che durante il giro diventa “il colore” ed esso come una magia dipinge le strade ed i palazzi, ovunque passi. Il giro d’Italia ha fascino misterioso , capace di stregare, come la sua maglia rosa chiunque lo guardi, ha una forza incredibile.. È quasi come un maestro, una seconda madre che ti prende tra le sue braccia e tra esse ti culla come in sogno, c’è chi grazie ad esso ha scoperto il ciclismo, chi si innamorato ad esso, è strano quando questo accade, lo dico per esperienza perché è successo anche a me. Era un sabato pomeriggio ,la cronometro del giro 2002 arrivava nel mio paese, io non ci capivo molto di ciclismo, in pratica nulla; mio papà mi portò davanti al comune, lì appoggiata alla ringhiera vedevo la corsa, mi teneva la mano e intanto mi parlava e mi raccontava come fosse bello questo fantastico sport. Io guardavo  gli atleti, uno a uno, vedevo le loro gambe muoversi sui pedali, passavano uno alla volta quasi con costanza regolare. Osservavo tutto con attenzione, ma all’improvviso arrivò il leader della generale Paolo Savoldelli vestito con la sua affascinante maglia rosa, io non sapevo nemmeno chi fosse, ma quel colore mi stregò e da quel giorno mi innamorai del ciclismo. Con gli anni per me il Giro è diventato sempre più importante, una ricorrenza immancabile, un momento in cui il mondo intorno a me si ferma,  con esso sono cresciuta , ho conosciuto il ciclismo ,mi sono emozionata. Penso che questo non sia successo solo a me, ma a anche a molti che forse incantati da questo fascino senza tempo hanno deciso di fare i ciclisti, hanno sognato di prendere parte al Giro e finalmente ci sono riusciti.

Come ogni anno molti atleti saranno al via, tutti che sognano di provare sulla loro pelle il fascino della rosa. Per quest’edizione l’Irlanda abbandonerà il suo consueto verde per tingersi per tre giorni di rosa per ospitare la grande partenza del 9 maggio. La corsa rientrerà in Italia, in Puglia e da qui inizierà una lunga risalita per tutta la penisola, si attraverseranno paesi, città , culture e dialetti, cambierà la gente sulle strade ma non di certo il tifo. Si salirà fino alle montagne dove si sono scritte le pagine di storia più belle di questa fantastica corsa a tappe e dove come ogni anno si darà battaglia chi punta alla generale. Si scontreranno a colpi di pedali e di tenacia su salite come Oropa, Montecampione e lo Stelvio…. Combatteranno fino al penultimo giorno dove dovranno affrontare le rampe dell’infernale Zoncolan prima di giungere trionfatori a Trieste. Molti coloro che si contenderanno la vittoria, ma tra tutti spiccano i nomi di “PuritoRodriguez, Cadel Evans, Nairo Quintana, Rigoberto Uran, Michele Scarponi e Nicholas Roche, ma senza dimenticare tutti gli altri. Tutti combatteranno fino alla fine per indossare la rosa, per vincere una tappa o semplicemente per arrivare fino a Trieste, fino alla fine. Gareggeranno per realizzare il sogno che forse avevano fin da bambini quando vedevano alla tv, sentivano parlare o osservavano passare sulle strade il Giro d’Italia. Parteciperanno alla corsa dei sogni, della rosa per poi finalmente dire: “io c’ero, anche io ci sono riuscito!”.

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BUON GIRO A TUTTI!!!

Giorgia Monguzzi

 

 

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