LA PRIMA TAPPA DELLA TRE GIORNI DI LA PANNE TRA ATTACCHI DI UN ISTANCABILE MAURO FINETTO E L’INCOSAPEVOLE VITTORIA DI PETER SAGAN AL PHOTOFINISH

Si è aperta oggi la tre giorni di la Panne 2014 con la prima frazione lunga ben 201 km con arrivo a Zottegem, tappa ricca di su e giù non molto adatta a velocisti puri, ma destinata a qualche sorpresa. Dopo un tentativo di fuga che ha caratterizzato la giornata, la corsa ha iniziato ad entrare nel vivo a circa 25 km dall’arrivo quando davanti al gruppo si è creato molto scompiglio ed alcuni corridori sono riusciti ad uscire senza problemi. In particolare a -23 km un super attivo Mauro Finetto (yellowfluo) si è imposto davanti al plotone e con uno scatto è riuscito a raggiungere ciò che restava della testa della corsa. I fuggitivi grazie ai continui cambi di ritmo dovuti agli incessanti scatti dell’italiano riescono a mantenere un vantaggio che oscilla dai 10” ai 20” sul gruppo che è potentemente tirato dalla Cannondale che più che mai è decisa ad andare a riprendere la fuga. Questa situazione si mantiene inalterata fino a quando mancano 9 km: Peter Sagan in testa al plotone scatta e portandosi dietro il compagno Oscar Gatto cerca di creare il vuoto. Numerosi i corridori che non riescono a tenere il loro ritmo sfrenato con cui si lanciano giù per la discesa che segue il muro appena percorso, sempre di più si staccano, tutti tranne Terpstra e un suo gregario che si ancorano alle ruote della slovacco e dell’italiano e cono loro riescono a raggiungere la testa della corsa. Ancora continui scatti messi a segno da Finetto caratterizzano il prosequio di questa frazione, mentre da dietro provano a rientrare altri corridori tra cui Demare e Durbridge: si avvicinano sempre di più, li vedono, sembrano raggiungerli, ma come succede con una molla, quando meno se lo aspettano vengono rimbalzati indietro. Mancano 2 km, il gruppetto in testa procede a tutta velocità mentre la coppia composta dal francese e dall’australiano, sfortunata più che mai, non riesce proprio a rientrare; Sagan e gli uomini omega si alternano a tirare. È proprio sotto la tirata di un atleta di quest’ultima squadra che si passa impetuosi sotto la fiamma dell’ultimo chilometro, Finetto ancora una volta, dopo gli ormai inquantificabili tentativi precedentemente fatti, riprova ad anticipare tutti, ma né i suoi scatti né il suo sogno di vittoria riescono ad allontanare la nuvola, forse in questo caso paragonabile a quella di Fantozzi, della volata. Sagan è il primo a partire seguito da Van Bilsen che non ha intenzione di mollare la sua ruota, sembra una lotta tra loro due, ma dall’altra parte della strada esce impetuoso Oscar Gatto che va ad affiancare il suo compagno. I due sembrano guardarsi e forse scambiare uno sguardo di intesa, chissà forse avevano proprio programmato tutto ciò, lo slovacco controlla, frena leggermente, l’italiano di fianco a lui alza un braccio al cielo, ha vinto. Parrebbe proprio così, ma come al solito il fato tremendo è destinato a far cadere le nostre convinzioni e così non si sa chi in realtà abbia vinto. I telecronisti si pongono domande, l’emittente televisiva continua a trasmettere le immagini dell’arrivo per capirne qualcosa di più, i giudici si consultano. I due atleti non sanno nemmeno loro chi abbia vinto: Gatto dice che ha vinto Sagan, ma quest’ultimo sostiene il contrario, fatto sta che sicuramente ha vinto un atleta della Cannondale.

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Poi, dopo attimi di suspance, chissà forse gli organizzatori volevano tenere un po’ tutti sulle spine per aumentare l’emozione, arriva il verdetto: Sagan ha vinto al photofinish. I due si guardano in modo un po’ strano, e chi se l’aspettava? Peter aveva frenato apposta per dare la vittoria al suo compagno, ma invece no, ha finito proprio con il vincere lui, forse una scelta del destino o forse solo tanta fortuna da una parte e tanta sfiga dall’altra. Si conclude così la prima frazione di questa fantastica tre giorni con al primo posto della generale Peter Sagan finito, a questo punto si può anche dire, quasi inconsapevolmente in quella posizione in una tappa ricca di colpi di scena, di instancabili attacchi di Finetto, di successioni perfette di muri e perché no? anche di una vittoria mancata causata da un modernissimo photofinish.

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Giorgia

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