LA LOCOMOTIVA, IL GLADIATORE, IL CAMPIONE O PIU’ SEMPLICEMENTE FABIAN CANCELLARA

Strada stretta, desolata, piena di polvere, con pietre e massi , in salita, terreno adatto per il passaggio di un treno solitario che nella sua avanzata procede regolare verso un una destinazione sconosciuta, luogo per una battaglia, una lotta, arena  in cui il gladiatore rincorre e uccide la sua preda. Luogo, questo, che può sembrare tetro, angusto, sperduto, troppo silenzioso per essere sicuro, ma non lo è di certo per alcuni uomini anzi i prescelti, gli eletti. Sono molti che viaggiano su queste strade, ma in pochi le dominano. Sono molti quelli che tentano di farlo, ma in pochi che ci riescono. L’unico capace di prevalere su tutto ciò è un ciclista, anche se definirlo con questo sostantivo è troppo poco, è un atleta, un dominatore, il re. Viene dalla Svizzera, terra di montagne e di passioni e porta il nome di Fabian Cancellara. Sì sembrerebbe italiano, ma per quanto riguarda documenti, carte e scartoffie politiche non lo è; suo padre e suo nonno dalla lontana Basilicata emigrarono nel paese alpino e lui nacque lì, a Berna. Ma nonostante ciò il calore e l’affetto per la penisola gli sono rimasti, li porta nel cuore, per lui è sempre un’emozione immensa correre nella nostra terra, nonostante la condizione penosa delle nostre strade che ci ritroviamo. Alta statura, peso medio, capigliatura alcune volte un po’ folta, una moglie e due figlie, descrizione questa che andrebbe perfetta su qualsiasi altro uomo, ma Fabian non è uno qualsiasi, è il re delle Fiandre ,della Roubaix , il dominatore del nord, il campione. Porta il soprannome di “Spartacus”, scelta azzardata, casuale, inconsapevole? No, ma assoluta perfezione. Spartaco visse nel I sec. a.c., venne portato in Italia come schiavo per diventare gladiatore e nel 71 a.c scatenò con la sua sola forza, aiutato da qualche compagno, una rivolta alla quale aderirono migliaia di persone, di schiavi, una delle rivolte più grandi della storia. Sembrerà quasi impossibile, ma l’impetuosità, la forza ,la potenza di Spartacus si ritrovano nello svizzero. Quando scatta sui muri del nord, quando stacca tutti, quando pedala, sì è proprio lì che emerge il suo spirito da gladiatore, lo stesso gladiatore che disegnato sulla sua bicicletta lo accompagna verso ogni impresa. Sì, le sue sono vere e proprie imprese, le tre Parigi-Roubaix e i due giri delle Fiandre sono solo alcune di esse, ha vinto molto in carriera, ed altro vincerà ancora. Il suo modo di correre è inimitabile: pedala e pedala con impeto, con potenza, ma allo stesso tempo con grazia, una perfezione non ricercata ma posseduta. Una perfezione, quella che mette nelle sue pedalate capace di creare una melodia non udibile dall’orecchio umano perché divina, la stessa con cui sfiora la strada, la domina.

Il tempo, ente indescrivibile, potente, capace di distruggere tutto e tutti, ma Fabian ha dominato anche questo; potremmo definirlo uno stregone affascinante capace di controllarlo, ma allo stesso tempo pauroso per i suoi avversari. A lungo loro due hanno combattuto, Cancellara ha quasi sempre vinto, hanno lottato e continuano a farlo, fino a poi a diventare amici. Si, proprio così, penso che loro due abbiano fatto un patto, lo stesso che acquista validità quando sui muri nordici lascia indietro i suoi rivali,  quando, alterata quasi la giusta successione temporale, parte ad altissima velocità, mentre gli altri non possono fare altro che osservarlo. Grazie a lui ha vinto ben 4 titoli mondiali a cronometro, ma la loro lotta non è finita, quest’anno infatti lo sfiderà di nuovo, tenterà il record dell’ora per sconfiggerlo definitivamente.

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33, numero perfetto, per quanto riguarda la cristianità e non solo, base per decifrare codici, manoscritti, pianta di città segrete, perfezione, potenza. Lo stesso numero che indica la soglia di età che toccherà quest’anno. Sarà anche in questo caso casualità o ,per alcuni similitudine sbagliata, ma tale cifra si sposa perfettamente con il numero sette, lo stesso che gli ha sempre portato fortuna, lo stesso che porta sempre con sé durante ogni corsa, indicato dai dadi, simbolo della sorte, disegnati sulla sua bicicletta. Il 7 per gli antichi significava perfezione, potenza, capacità di dominare su tutto, ma ciò vale ancora, almeno per quanto riguarda Cancellara. Sono in tanti quelli che tifano per lui e lo appoggiano, si lo so, nel ciclismo vale la regola per la quale alla fine dei conti si tifa un po’ per tutti, ma vi assicuro qualsiasi persona osservando le sue pedalate non potrebbe far a meno di tifare per lui.

Era una domenica pomeriggio, una come tante , quando da bambina venni colpita da un’immagine che scorreva alla televisione. Era un ragazzo, un ciclista che scattava davanti a tutti, agli atleti più importanti, veniva ripreso e scattava ancora, ma sempre con tenacia, con potenza. Non mi ricordo che corsa fosse perché sono passati molti anni, ma mi ricordo invece che mi sedetti di fianco a mio padre che mi spiegò che era proprio Fabian. La sua figura mi colpì, forse la sua capacità di dominare una forza incontrollabile mi ha fatto appassionare a lui, al ciclismo, le sue pedalate, i suoi scatti, la sua perfezione nelle gare a cronometro, il suo modo di correre, di vincere. Sono cresciuta osservandolo, emozionandomi davanti alle sue impetuose pedalate, alle sue inimitabili trenate paragonabili solo a quelle fatte da una locomotiva, non per niente “locomotiva di Berna” è un altro dei suoi soprannomi. Grazie a lui ho gioito  molto, mi ricordo alla perfezione il suo scatto negli ultimi chilometri della Milano-Sanremo 2008, lì sì che è stato fantastico e ho capito, ma già lo sapevo, di essere follemente innamorata di questo sport.  Sono rimasta a bocca a aperta davanti alle sue micidiali progressioni, ho sudato e quasi ho pianto per lui come durante il Fiandre 2012 quando a causa di una stupida borraccia trovatasi sotto la sua ruota nel momento sbagliato, è caduto come un leone ferito, ma non sconfitto tanto che nel luglio successivo è riuscito ad indossare la gialla scintillante del tour. Con lui ho sognato e sogno ancora, nei momenti difficili guardo il cielo e immagino di vederlo passare mentre mette a segno uno dei suoi scatti, sogno le sue vittorie, sogno il ciclismo. A tutti noi capita di fermarci almeno per un secondo durante la nostra giornata a immaginare, a sognare ciò che potremmo essere, a ciò che purtroppo non siamo diventati. Forse anche a Fabian un giorno è successo e succederà ancora questo, forse si sdraierà fissando il cielo  attorniato da tutti i trofei, dalle medaglie e dalle maglie prestigiose che ha conquistato, forse con accanto la bandiera della Svizzera e immaginando di avere anche tutte le altre; forse penserà a tutte le corse che ha vinto e a quelle che ancora vincerà, ai record che ha battuto e a quelli che infrangerà di nuovo. Penserà forse a tutte quelle persone che hanno sognato con lui, ma soprattutto a quelle che ancora molte volte farà sognare con le sue imprese, spinto dal suo animo guerriero, come un treno in corsa, come un gladiatore nell’arena o più semplicemente come solo il vero Fabian Cancellara sa fare.

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BUON COMPLEANNO FABIAN! BUON COMPLEANNO CAMPIONE!!!     

Giorgia

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