DANZANDO E SPARANDO RINASCE IL PISTOLERO

Super tappone per la quarta frazione della Tirreno-Adriatico 2014 della lunghezza di 244 km, con due gpm a metà percorso e sul finale una salita lunga 14 km sulla quale, alla bellezza di 1535 m, è posta la linea del traguardo. Nonostante ciò al quinto chilometro di gara riesce ad andare via una fuga composta da 6 uomini che dopo continui sali e scendi resteranno solo in 3 ( Mondory, Lutsenko e Brandle) mantenendo un vantaggio mai superiore al minuto sul gruppo che, guidato dagli uomini della Movistar, non lascia spazio. Questi ultimi disposti a dovere  dal capitano Quintana, destinato oggi più che mai a fare la corsa, tengono alto il ritmo fino a raggiungere gli ultimi avventurieri rimasti, poco prima dell’imbocco della salita. Si, proprio una salita, sarà questo il terreno di sfida degli uomini di classifica che combatteranno uno contro l’altro a colpi di pedale, per 14 km si osserveranno per poi sparare il loro colpo tenuto in canna.

Iniziano le rampe che per i primi chilometri non sono neanche troppo impegnative, la Movistar come uno stregone pauroso guida il gruppo proteggendo la mina vagante Quintana. Scatta Pirazzi, sì, in arrivi di questo genere si potrebbe mettere una mano sul fuoco che lui scatti, ma questa volta il suo tentativo sembra un po’ più concreto rispetto a quelli degli scorsi anni destinati prima o poi a naufragare, tanto che riesce a guadagnare un piccolo vantaggio. Scatta Inxausti, forse per il suo capitano, è pero un po’ troppo presto, diciamo che mi sa che alla fine dei conti non lo sa nemmeno lui il perché di questa azione e così in battibaleno si ritrova a navigare nello sperduto mare che separa il resto del gruppo dal laziale. Tattica strana quella usata dalla Movistar per interpretare questo finale che fa sì che il capitano rimanga da solo, tutto questo non vale però per la Tinkov Saxo. Non passa infatti nemmeno un minuto che ecco uscire con impeto Kreuziger  dal gruppo, un uomo non a caso, ma luogotenente scelto del  “pistolero” Alberto Contador. La corsa non tarda ad infiammarsi e mossi dallo scatto di Scarponi e Kiserlowsky si muovono tutti gli altri uomini di classifica, i migliori sono tutti lì, si osservano, si studiano, aspettano la mossa dell’avversario, mentre davanti a tutti il ceco prosegue la sua azione. E tra tutti questi sguardi spuntano il mono espressione Quintana, il leader Kwiatkowski, l’abbandonato Porte , Moreno  e sì c’è anche Contador. Alberto è lì, è attento, scruta a destra e a sinistra e si prepara a caricare il colpo in canna, risponde agli attacchi dei rivali fino a trovarsi quando manca poco meno di un chilometro nelle prime posizioni con a fianco il fedele Kreuziger , fermatosi ad aspettarlo, e con tutti gli altri. Si entra nell’ultimo chilometro, subito parte Richie Porte che, come una pulce nera, cerca di saltare da una parte all’altra della strada e di scrollarsi di dosso gli avversari che non si staccano. Sono rimasti in 4: insieme al tasmaniano ci sono anche lo spagnolo, l’italiano e il colombiano, si sembra quasi una barzelletta, ma alla fine della quale sono uno riderà. Quintana pressa  e sembra pronto a staccare tutti in ogni momento per dimostrare ancora una volta, come successo al tour, che tra di loro è lui il più forte. Ma no, il pistolero non ci sta e con la sua ineguagliabile grinta scatta. Inizia così la sua inimitabile danza della quale lui e la sua bicicletta sono i protagonisti, lui la conduce e lei lo segue come una dama  perfetta che non tradisce il suo innamorato. Alberto balla, su una musica che solo lui può sentire, forse è proprio egli stesso il creatore di questa melodia scandita dal ritmo dei  pedali. Sembra volare, trasportato da un vento leggero, davanti agli occhi degli avversari che non possono fare niente per contrastare la sua elegante avanzata, Quintana ci prova ma invano, anche lui deve sottomettersi alla graziosa potenza dello spagnolo. Contador si guarda indietro, ma ormai ce l’ha fatta, ha vinto e come di consueto alza la mano e fa il gesto di sparare un colpo. Alberto è emozionato, quasi non ci crede; questa volta lo sparo è un po’ diverso, non indica solo la vittoria, ma è uno sparo rivolto contro tutti quelli che dopo il suo insuccesso al tour dell’anno passato sostenevano che lui fosse un corridore finito. Un segno per far vedere che lui è presente, che combatterà fino all’ultimo sangue, pronto in ogni momento a sparare il suo colpo micidiale. Sì cari miei,  Contador è tornato, anzi a dire la verità c’è sempre stato, ha studiato gli avversari e ha fatto la gamba anche quando sembrava non esserci. Ha scrutato tutto e tutti per poi sparare il suo colpo messo saggiamente in canna come solo un vero pistolero sa fare.

Immagine

Giorgia Monguzzi

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2 pensieri su “DANZANDO E SPARANDO RINASCE IL PISTOLERO

  1. Giuseppe

    Sono Felicissmo di questo Contador che prepara minuziosamente la stagione e sono convinto che la Classe immensa che ha, verrà ancora una volta fuori. FORZA ALBERTO.

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