COME UN VENTO DA EST PUO’ PORTARE SOGNI E RICORDI, TUTTO QUESTO E’ SAVING MR BANKS

“vento dall’est, la nebbia è là, qualcosa di strano tra poco accadrà. Troppo difficile capire cos’è, ma penso che un ospite arrivi per me.”

Quante volte nella vita ci è capitato di fissare il cielo sperando di vedere arrivare qualcosa o qualcuno tutto per noi, ormai sarebbe impossibile contarle tutte talmente sono tante, ma è altrosí impossibile tenere il conto di tutte le volte che abbiamo immaginato che arrivasse qualcuno che, trasportato da un vento leggero ci portasse in un mondo fantastico. Sì proprio quel vento, lo stesso che un giorno portò dai cieli di Londra Marry Poppins, una tata non solo venuta per così dire a curare due bambini, ma sopratutto per salvare una famiglia, la famiglia dei Banks. Una tata che per tutti sembrerebbe solo il frutto di un’immaginazione fuori dall’ordinario di Pamela Travers, l’autrice dell’omonimo romanzo, ma che in verità per la scrittrice rappresenta la realtà, la stessa a cui era così legata da farla aspettare più di vent’anni prima di cedere i diritti del suo amato romanzo a Walt Disney. Una verità rimasta sconosciuta per molto tempo, ma che il regista John Lee Hancock ha voluto svelare ,a circa 50 anni dell’uscita del film originale, con la nuova pellicola della Disney “saving Mr Banks“. In questo film si racconta cosí la difficile “impresa” compiuta Walt Disney , in questo caso impersonato da un fantastico Tom Hanks, per riuscire a convincere la scrittrice Pamela Travers, interpretata in modo superbo da Emma Thompson, a cedere i diritti del suo libro per la realizzazione della Mary Poppins che tutti noi conosciamo. Una vera e propria impresa quella del sognatore Walt che viene presentata anche con i più piccoli dettagli dando così allo spettatore l’idea di essere magicamente teletrasportato negli anni 60. Un lavoro a dir poco fenomenale quello compiuto dagli addetti ai lavori per riportare in vita questa storia: i costumisti sono riusciti a ricreare in modo perfetto i vestiti di quell’epoca e gli scenografi hanno ricostruito il reale aspetto del parco Disney Land e di tutti quanti gli studi Disney anche con il prezioso aiuto di Richard Sherman che ha vissuto in prima persona l’intera vicenda.

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“vento dall’est, la nebbia é là, qualcosa di strano tra poco accadrà. Troppo difficile capire cos’è, ma penso che un ospite arrivi per me.”

É proprio con queste parole flautate che inizia questo straordinario film che in un attimo trasporta in un mondo reale, ma allo stesso tempo fantastico; vento di improvviso cambiamento che trascina in un attimo lo spettatore. Lo stesso vento di cambiamento che fa prendere alla signora Travers la decisione di incontrare Walt Disney per perlomeno provare a discutere riguardo alla cessione dei diritti del suo romanzo e di volare dalla sua casa di Londra verso Los Angeles, la città degli angeli. Una città solare che si dimostra per niente congeniale alla strana scrittrice che con le sue fisime e modi di fare é totalmente all’opposto del mondo che la circonda e, piena di farmaci e sbagliate convinzioni, è così portata a una vita solitaria.Per lei risulta così uno scandalo trovare la camera d’albergo piena di peluches e doni da parte del signor Disney  e un autista pronto ad aiutarla , ma preferisce passare tutto il viaggio in limousine in silenzio immersa nei suoi pensieri e confinare l’amato Topolino in un angolo remoto della sua camera costretto ad osservare senza sosta le tende senza avere la possibilità di guardare fuori. L’incontro con il mitico Walt e i suoi aiutanti non è affatto uno dei migliorie così fin da subito la mentalità della Travers si dimostra all’opposto di quella fantasiosa del mondo Disney: impossibile far coincidere quel mondo con la sua amata Mary e così vengono bocciate tutte le fantastiche idee dello sceneggiatore e dei fratelli Sherman che cercano con tutte le loro forze di trovare qualcosa che vada a genio all’ormai odiosa scrittrice che, influenzata dal triste passato, rifiuterá qualsiasi elemento divertente. Un passato che accompagnerà lo spettatore fin dall’inizio del film come un sottile filo conduttore che lega la scrittrice alla non più immaginaria tata volante. Un passato che poco alla volta scorrerá nella mente della signora Travers, un passato doloroso che , seppur per pochi istanti, la farà ritornare bambina quando viveva un momento apparentemente felice con la sua famiglia e il suo amato padre banchiere.

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Sembra ormai impossibile per Walt Disney il desiderio, ormai vecchio di vent’anni, della sue figlie di vedere volare fuori dal libro Mary Poppins, ma la sua ultima chance è quella di portare Pamela a Disney Land, il luogo dove tutte le persone realizzano il loro sogno e ritornano bambine. È proprio questo che il produttore cerca di far capire alla scrittrice che guarda con faccia strana le persone felici che la circondano e si rifiuta di firmare autografi al contrario del suo accompagnatore che ha già i bigliettini firmati e pronti da distribuire. “Non c’è gioia più grande di quella che si vede guardando attraverso gli occhi di un bambino, c’è ne uno dentro ognuno di noi” ;sono queste le parole che Walt rivolge alla donna che per la prima volta seduta su uno dei cavalli della giostra sorride.Da quel momento l’atteggiamento della Travers cambia radicalmente e capisce che forse dovrebbe provare a stare con gli altri e a capire che in un momento difficile l’abbraccio del caro Topolino formato gigante è sempre di conforto. Per quanto riguarda però la realizzazione del film nulla sembra cambiato fino a che le menti dei fratelli Sherman e dello sceneggiatore partoriscono il fantastico finale per il film per il quale, il fino a quel momento crudele signor Banks ,aggiusta ai suoi figli il caro aquilone. Sì, è proprio con le note di quella fantastica canzone che la donna si lascia andare ballando e cantando lasciando a bocca aperta coloro che la circondano compreso il signor Disney che sembra avercela fatta a realizzare il sogno di adulti e bambini di vedere in carne ed ossa la tata volante. Dico che sembra avercela fatta perché non sarà subito così: il passato della donna è troppo doloroso e la sua amata Mary non può finire sul grande schermo dove potrà essere derisa da tutti, ma continui colpi di scena all’interno del film porteranno la scrittrice ad approvare la realizzazione del film che dopo 3 anni sarà completato.

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È la sera della prima, è il grande giorno, finalmente tutti vedranno saltare fuori dalle pagine consumate di un libro, forse letto troppe volte, la fantastica tata volante. Alla prima del film ci sono tutti, ma proprio tutti, sì c’è anche la signora Travers che con lo sguardo un po’ scettico si prepara alla visione. Una visone durante la quale l’iniziale risata del pubblico accompagnata dalla sua faccia quasi sconcertata, lascia presto spazio al ricordo della sua infanzia e ben presto alle lacrime vedendo il triste camminare solitario nella nebbia del signor Banks, ma il caro Walt dietro di lei le rinnova la promessa che all’amato banchiere spetta una sorte ben diversa. Un sorte felice che fa sì che egli aggiusti l’aquilone ai suoi figli e che insieme alla sua famiglia vada a farlo volare nei cieli di Londra, e così vedendo queste scene le lacrime di tristezza della  scrittrice si trasformano in lacrime di gioia che la fanno finalmente sorridere ricordando il suo passato. Una gioia che é esattamente la stessa che assale ognuno di noi guardando il finale di Mary Poppins in cui un aquilone trasportato dal vento è capace di unire una famiglia. Un aquilone che rappresenta un po’ noi stessi che, trasportati dal vento immaginiamo una vita più bella. Un aquilone che almeno per un istante nella nostra vita ci fa tornare bambini, forse quando osservavamo il cielo e sognavamo, cullati da un leggero vento che soffiava da est, che dalle nubi sarebbe apparso un qualcosa che avremmo fatto fatica a capire cosa fosse , ma  sapevamo che forse sarebbe stata una specie di Mary Poppins che esiste per ognuno di noi.

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Giorgia Monguzzi

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